La compagna ha un ruolo molto importante nella prevenzione delle patologie della prostata poichè dimostra a volte una maggior sensibilità rispetto all'uomo verso i temi della prevenzione e della cura del corpo.
L’approccio dell’uomo a queste problematiche può essere a volte troppo timoroso o superficiale; la donna pertanto dovrebbe invogliare il paziente ad eseguire la prima visita specialistica ed i successivi controlli periodici.
Ugualmente fondamentale è poi il ruolo della partner durante l’iter diagnostico ed il percorso di avvicinamento all’atto terapeutico che sia esso medico o chirurgico fornendo quella serenità e comprensione necessarie per un buon equilibrio del paziente.

La vita sessuale del paziente con patologia della prostata non dovrebbe subire, per quanto possibile, degli stravolgimenti; piuttosto la coppia dovrebbe al limite adattarsi qualora ve ne sia la necessità a queste nuove condizioni in maniera serena e costruttiva. Qualora la patologia della prostata sia un tumore, il vissuto sessuale del paziente può venire facilmente a scontrarsi con sentimenti di paura, ansia ed inadeguatezza nei confronti di una malattia che rischia di minare la sua mascolinità e vita relazionale. A volte può addirittura insorgere nell'uomo un senso di colpa nei confronti della propria compagna che invece deve dimostrare comprensione e collaborazione. L’uomo deve sentire vicina la propria partner in un momento di vulnerabilità psicologica in cui vede in pericolo la sua sessualità ed integrità fisica.
Cercare di ottimizzare la sfera affettivo-sessuale prima del procedimento terapeutico (chirurgico e/o radioterapico), può sicuramente rendere più agevole il successivo recupero psico-fisico dell’uomo.